Lettera da un ex amante

Ciao, ti ricordi di me?

Come stai? Spero bene, io non me la passo male, solo un po’ quando penso ai meravigliosi momenti in cui stavamo piú spesso assieme.

Ricordi com’era bello? Anche se certe volte mi sono sentito usato, non propriamente coccolato e qualche volta anche trascurato.

Mi ero ripromesso di non scriverti mai piú, di lasciar perdere e soccombere all’oblio in cui mi hai lasciato, nel dimenticatoio, ma non ce la faccio. Voglio uscire e anche se é difficile voglio provare a riprenderti con me.

Per favore non stracciare questa lettera, so che hai avuto di meglio da fare, hai cercato in tutti i modi di sopprimere la voglia di parlarmi, di ricontattarmi… ti conosco… Immagino anche come sia diventato sempre piú difficile cercare di sopprimere inconsciamente quel desiderio di rimetterti in contatto con me. Anche io ho provato a dimenticarti, ho provato a prendermi una vacanza, ma non ci sono riuscito.

Ricordi quando mi dicevi che non mi avresti mai abbandonato? Quando mi dicevi che saresti sempre rimasto lo stesso, che avresti bilanciato la tua vita con la nostra relazione? Sapevo giá, mentre me lo promettevi, che non ci saresti mai riuscito, ma adoravo sentirti promettere per farmi stare meglio, mi facevi sentire bene e spero che la sensazione, allora, era reciproca.

Non voglio farti sentire in colpa per come é finita, forse solo un po’, spero solo che d’ora in poi riuscirai a parlarmi, dato che sono stato io a fare il primo passo verso la riconciliazione.

Ti voglio bene,

per sempre tuo

Lato Destro del tuo Cervello

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Ansia da precognizione

Assolutamente non so dirlo
Non lo so
Non ne ho idea
Non ne ho la più pallida idea
Non ne sono consapevole
Non riesco a capirlo
Non me ne capacito
Non comprendo come sia possibile

Scrivo sonetti a forma di M e penso al pulsante del videoregistratore, quello con le due freccette verso destra. Se lo spingi puoi sapere come va a finire.
Alcuni lo odiano, io no.
Le paranoie legate alla precognizione mi lasciano stordito. Non posso dire come sarà, ma lo sento.
Sento che se potessi premere il pulsante Fast Forward della mia vita vorrei subito tornare indietro al momento in cui sono adesso.
Le stelle mi guardano, io fisso il nero che le separa e mi godo la distanza siderale.
Guardo il mare che si infrange sulle rocce e vedo come le perturbazioni si divulgano.
Lancio i sassi nelle pozzanghere e la loro sommità rimane asciutta.
Guardo la gente che sorride e sono felice.
Scopro la felicità e odio la tristezza, scopro la tristezza che ti porta la felicità perchè non era come pensavi e odio la felicità e rivoglio la tristezza.
Ucciderei per avere un tasto che porti tutto indietro per rispamiarmi la felicità, poi la tristezza, poi la felicità e la tristezza. Penso alla funzione coseno, agli alti e bassi alla vita che cambia in fretta e ora voglio solo il tasto pausa.
Tremo di freddo ma non riesco a smettere. Voglio vivere in un sogno, un giorno lo farò, quando meno me lo aspetto sognerò per sempre, tornerò ad essere polvere e tutto sarà infinitamente inutile, come il brillare delle stelle a quelle distanze inimmaginabili.
Come il divulgarsi di una perturbazione ondosa che non riesce a bagnare la sommità di una pietra che è stata lanciata troppo poco lontano.
E tutto sarà finalmente finito, ma fino ad allora non voglio altro che vivere come se avessi il potere di rallentare il tempo e sorridere perchè qualcuno è felice quando sorrido.

Giorni

Giorno 1
L’altro ieri era pasqua, ieri ferragosto, oggi è già natale.
Passi gran parte del tempo a domandarti cosa ci sarà dopo. passi del tempo a chiederti cosa ci sarà per te domani.
Passi, fai grandi passi, uno dopo l’altro e ti accorgi che la prossima pasqua è già alle porte, così come il prossimo ferragosto. Scolpisci nella tua mente le facce, ti riempi la memoria di volti e di situazioni.
Mentre mangi un panino abbozzato con quello che ti rimane in frigo, ti ricordi di quello che volevi qualche anno fa. Ti ricordi di quello che volevi prima ancora. Ti ricordi che gran parte di quello che ti aspettavi fosse una vittoria è stata una semplice conquista.
Ti ricordi della prima volta che hai fatto sesso, l’adolescenza passata a cercare di infilarti dentro una donna e poi finire a chiedersi se era così importante, se era solo quello, se era tutto lì.
Ti ricordi di un traguardo raggiunto, ti ricordi che forse in ogni singolo traguardo raggiunto ti sei guardato dall’esterno, e hai sofferto più che gioire perchè non riuscivi a capacitarti che fosse tutto lì. Le aspettative ti fottono sempre e tutto questo è assolutamente privo di senso.

Valletta_Sunset,_Malta

Giorno 56
Poi ti torna in mente l’idea idiota che tutto è bello, che puoi essere chi vuoi, che hai la musica nelle orecchie e provi emozioni che segnalano che sei qui, un altro giorno ancora, tra una pasqua e l’altra e che se anche il tempo è sempre più veloce tu diventi sempre più consapevole della sua velocità. Ti accorgi anche che hai del tempo per perfezionare la tua tecnica di rallentamento del tempo stesso, riempiendo le aspettative di sorrisi, versando nel vuoto lasciato dalla delusione le nuove esperienze e condendo il tutto con una buona manciata di aspettative del tutto nuove.
E poi finalmente, ti accorgi che anche in un giorno grigio come oggi, una ragazza in fondo al bus, guarda lo schermo del telefono e sorride.

Vento

Mentre un tiepido vento mi accarezza la faccia cerco di inquadrare un punto non nitido situato proprio lungo l’orizzonte. Vedo anche il mare e ne sento il profumo.

Respiro profondamente e mi concentro sui miei pensieri. Questi non mi tradiscono mai. Girano sempre le stesse cose nella mia mente, fin da quando riesco a ricordarmi. Certe volte se ne affiancano delle altre, ma la maggior parte dei pensieri è sempre la stessa. La colonna sonora è cambiata durante gli anni, la sostanza no.

Penso alla cosa che di più mi affascina fin da quando ero piccolo, la meccanica delle coincidenze, la scienza della probabilità che dovrebbe regolarla ti lascia con un grosso senso di insoddisfazione.

Spero troppo spesso che le cose non accadano per un motivo ben preciso, più spesso di quanto dovrei sperarci. Mi aggrappo ad una maschera di spensieratezza anche se nel profondo spero che qualcosa di scritto ci sia già, così da non dovermi preoccupare di prendere la giusta decisione.

Smetto di guardare l’orizzonte lontano e lo restringo alle mie immediate vicinanze. Ricordo di essere seduto in riva al mare, su di una panchina situata proprio accanto al rumore della risacca, su un lungomare che non mi appartiene ma che vorrei mi potesse entrare dentro fino a farmi sentire a casa.

Mi giro a destra e a sinistra, sento parlare, sento ridere, vedo qualcuno che corre, qualcuno che passeggia. Non so quante di queste persone si chiedono le mie stesse cose, mi sento spiazzato dalla possibilità di essere l’unico nel raggio di chilometri a domandarsi se tutto ha un senso.

Vorrei poter fermare queste due ragazze che vengono verso di me e chiedergli perché si trovano sulla stessa strada ce ho scelto io, chiedergli se pensano che tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora ci ha portato qui per far in modo che il destino si compia. Ma loro passano avanti, continuano a parlare tra di loro e io rimango da solo con le mie domande.

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[Cortometraggio] Lettera ad una ragazza non ancora con me

Di solito, quando qualcuno traspone qualcosa di scritto in formato cinematografico il risultato lascia a desiderare, e tutti giù a dire “il libro è meglio” oppure “hanno saltato il pezzo dove c’era Tom Bombadil”…

Ma io non avevo messo nessun Tom Bombadil nella lettera che ho scritto un anno e rotto fa, quindi il risultato è stato davvero pregevole, complimenti ai ragazzi, mi avete fatto emozionare.

Ecco a voi, come promesso, il corto basato sul racconto “Lettera ad una ragazza non ancora con me”

Enjoy

 

 

EDIT:

Inoltre se proprio non siete dei gnegnegne tutti gnegne, mettete un Mi Piace a questi ragazzi, ca su u meritanu SouthIsland

Cortometraggio ad una ragazza non ancora con me

Il quindici febbraio dell’anno scorso (2013), ero seduto nella mia stanzetta di Palermo e scribacchiavo su un pezzo di carta dei pensieri mielosi e smielati, roba che tipicamente non è da me.

Quei pensieri sconnessi cominciarono a prendere forma dopo averli riletti, e scrissi una specie di lettera alla mia prossima ragazza, che ancora dopo un anno e due mesi, non si è manifestata (n.d.r. sono single, per info contattatemi al 899 166.vikkio.88). La lettera era questa.

Dopo quasi un anno, un ragazzo conosciuto casualmente, altrettanto casualmente capita su questo blog e legge questo racconto. Questo lo ispira e decide di farci un cortometraggio, che in questo momento è in fase di sviluppo.

Ecco le foto del backstage:

BACKSTAGE

Quando finiranno le riprese e il montaggio lo pubblicherò, non sto nella pelle.
Essere d’ispirazione per qualcuno è davvero una sensazione meravigliosa.
E dopo due canzoni, scritte da mio fratello, fra poco ci sarà anche un corto tratto da una mia storia…
Che dire? Spettacolo!
Stay Tuned

Bangi Giamping esistenziale

Durante tutta la mia vita, più volte mi è stato chiesto quale superpotere vorrei avere se potessi averne uno qualsiasi. Ho sempre risposto che avrei voluto quello di poter fermare il tempo.

Immaginate di poter vivere in un mondo messo in pausa, lo faceva un tizio in una vecchia sit-com che guardavo, quando ero piccolo, in tv. Questo tizio, biondo col caschetto, era davanti agli armadietti nel corridoio della sua High School e con uno schiocco di dita faceva bloccare tutto il mondo. Alle sue spalle decine di ragazzi rimanevano fermi e lui, rompendo la quarta parete, si rivolgeva a me, piccolo spettatore affascinato e mi raccontava la lezione che aveva imparato.

Qualsiasi cosa dicesse o qualsiasi serie tv fosse (non ricordo il nome, completamente), a me non importava, ero affascinato dalle infinite possibilità di quel suo straordinario potere. Come prima cosa, al suo posto, avrei cominciato a palpeggiare tutte le donne, da bravo bambino incuriosito dall’anatomia femminile, poi avrei studiato qualcos’altro da fare, forse.

Ho sempre pensato che quel potere potesse servirmi a qualcosa e l’ho memorizzato così bene nel cervello che quando questa domanda è arrivata ho sempre risposto istantaneamente. È stato anche piuttosto utile ad essere sincero, mi è servito qualche volta per fare colpo ed ha funzionato alla grande.

Poco fa, mentre sputacchiavo del fumo di una sigaretta affacciato in veranda, mi sono ritrovato a farmi questa domanda e mi sono stupito tantissimo quando la risposta non è stata quella che mi sarei dato in qualsiasi altro momento della mia vita.

Non voglio più fermare il tempo. Non voglio nemmeno maneggiarlo. Non lo voglio più quel super potere. Oggi la mia risposta è stata un’altra. Una risposta primitiva e semplice, così semplice che ho dubitato che fossi io stesso ad averla formulata. Oggi avrei voluto il superpotere di volare.

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