Mario e l’eutanasia

Semu ricchi e unni lu sapi nuddo
(Ci ritroviamo ad essere facoltosi e nessuno ne è a conoscenza)

proverbio Siculo

Enter the Mario

Vivo, da sempre, in lotta costante tra un’amore sbagliato e un odio profondo.

Forse dire “da sempre” non è corretto, forse è meglio dire “da quando riesco a ricordare”.

Da quando riesco a ricordare, ho una serie di sentimenti contrastanti verso il mio paese, verso la mia nazione e verso i miei compatrioti. Per il 85.7% della mia vita, avendoci vissuto, in Italia, era più che altro un fastidio latente, non imputabile a nessuno, ma c’era, costante e fastidioso.

Nel restante periodo (~ 14.3%) della mia vita, ho vissuto e sto vivendo all’estero. E dal secondo giorno di residenza, ho capito qual’era la fonte del fastidio, la radice di tutto il mio malessere.

L’attitudine di noi italiani come popolo nei riguardi della vita di tutti i giorni.

Non che non lo sapessi, prima, qual era il problema, solo osservarlo dall’esterno, da lontano, tutto è apparso più chiaro.

Non posso vantare di essere un sociologo e roba simile, ma ho provato ad osservare i fatti e a trarre le mie personalissime ipotesi e analisi, probabilmente completamente errate, ma vale la pena presentarle ugualmente, quantomeno per estrarle dal mio cervello e vederle nero su bianco, in modo da non rimuginarci più.

Frutto di queste analisi è una figura: l’italiano, al quale farò riferimento come Mario Rossi, come astrazione in media di un individuo nato e cresciuto in Italia.

Una vita da Mario

mario

Mario Rossi, è nato in media in una paese tra la Toscana e il Lazio. In media ha un diploma. E conosce l’italiano, il suo dialetto locale e un po’ di Inglese a livello scolastico (The pen is on the tableaux).

Politicamente, Mario è un indeciso, non vota per appartenenza ideologica, ma vota per chi ritiene più vicino alle sue idee. Ha votato Berlusconi nel 94, poi se ne è pentito e ha votato PDS-DS nel 96, e di nuovo Forza Italia nel 2001, poi L’Ulivo nel 2006, poi forse ha smesso.

Mario, avendo circa 40 anni, ha visto l’Italia declinare dalla fine degli anni 80 ad oggi, ed è arrabbiato, perché è tutta colpa dei politici, che hanno solo pensato a rubare alle sue spalle, e si sente assolutamente impotente e ha deciso che votare non ha più senso, nemmeno televotare per Sanremo, dato che alla fine in media è già rappresentato dagli altri.

Mario, da buon italiano medio, non paga le tasse, o meglio le paga, ma non tutte, cercando di bypassare il sistema, con l’aiuto dei consigli commercialista, paga solo il dovuto per non essere indagato dalla guardia di finanza, e dato che lo fanno tutti non avrebbe senso pagare per chi non paga.

Mario ha in media 1.34 figli, diciamo 1 (per evitare di immaginare scene macabre di 17 50esimi di italiano andare in giro), e questo figlio ha in media 23 anni ed è disoccupato, pur avendo conseguito una laurea triennale in Economia, dato che ormai tutti si laureano, sarebbe stato penalizzante non laurearsi. (Non trovo dati significativi per questo, ma ho bisogno di un figlio laureato per continuare, quindi da qui in poi non parliamo di media, ma di fantascienza)

Mario ha cercato di aiutare suo figlio, è sempre suo figlio, e in media lo continuerà a mantenere fino ai 30 anni. Suo figlio ha lavorato in qualche azienda che sfrutta i neo laureati, poi ha provato a creare il suo business, ma è stato divorato dalle tasse e già in fase di progettazione ha dovuto mentalmente dichiarare bancarotta. Lo stesso figlio, ha provato diversi concorsi pubblici, dato che lo fanno tutti le speranze sono scarse, ma tanto vale provare.

Mario ha cercato di trovare una raccomandazione per suo figlio, perché, dato che lo fanno tutti, suo figlio sarebbe penalizzato se non lo facesse. E ancora niente è successo. Mario è incastrato in una situazione di stallo, si sente intrappolato e si rifugia su internet e sui programmi TV.

(da qui in poi è super-fantascienza, worst-case-scenario)

Mario legge che un tempo tutto era migliore, non crede che durante il tempo del Fascismo si dormisse effettivamente con le porte aperte, anche se con tutta probabilità i treni arrivavano in orario, ma pensa che 30 anni fa, si viveva meglio. Tutti lavoravano, si stava bene e non si viveva nella paura e ne terrore come oggi.

Mario legge che è colpa dei profughi, che vengono in Italia perchè disperati, ma che essendo disperati, automaticamente diventano un pericolo, in fondo anche se arrivassero a delinquere al massimo li portano in carcere dove hanno vitto e alloggio.

Mario vede che nessuno fa niente per il problema migrazione in Europa, tutti si girano dall’altra parte, soprattutto i tedeschi, che vengono in Italia solo per le nostre spiagge, in media, con i loro calzini tedeschi nei loro sandali tedeschi.

Mario pensa che ci sia un’invasione, Mario non ha mai letto niente di Daniel Kahneman, che gli suggerisce di essere cieco alla sua cecità, Mario non pensa nemmeno per un secondo che le notizie in genere, riportano eccezioni, non regole e che, soprattutto quelle online, essendo un business con tanto di dipartimento di Marketing dietro, vendono di più quando più shockanti sono.

Non farà mai notizia “Mario di 40 anni ha il suo 17/50 di figlio a 32 anni”, perchè è una non notizia.

Mario legge dati parziali di sbarchi e di emigrazione, Mario ascolta teste di minchia populiste parlare di piani di sostituzione demografica. Mario sa chi voterà alle prossime elezioni, perchè si deve fermare l’invasione, perchè nessuno può dire a Mario che la sua pasta un giorno verrà rimpiazzata dal kebab, che la sua chiesa verrà sostituita da una moschea, perchè un tempo tutto era meraviglioso e oggi tutto fa schifo ed è colpa di tutti questi che se ne fregano e dei politici che rubano. E dato che tutti se ne fregano, Mario ha deciso anche lui di fregarsene e di pensare a se stesso, al bene della sua famiglia.

REPVBBLICA FONDATA SVL SOTTERFVGIVO

Mario, come me, come te (se sei italiano), ha un minuscolo, ma terribile difetto, vi do un indizio visivo:

shortcut

Scorciatoie, noi viviamo di scorciatoie, di ponti, di roba sottobanco, di occhiolini di intesa, di indici che puntano verso l’alto portati al naso e davanti alla bocca.

Ovviamente non siamo l’unica nazione o gli unici esseri umani che lo fanno, è nella nostra natura cercare di renderci la vita più facile, questo è alla base di ogni forma di progresso. Il problema di fondo non è la scorciatoia o la ricerca della scorciatoia per se, il problema di fondo è l’insofferenza e l’omertà con le quali tutti viviamo nei confronti della stessa scorciatoia. Invece di criticare, riportare o rimproverare chi prova a scorciare il percorso, tendiamo sempre, invece a farci gli affari nostri, perchè un giorno potremmo essere noi ad usare quella scorciatoia per il semplice motivo che condiziona la vita di Mario Rossi, la più geniale delle scuse “…tanto lo fanno tutti…”, qualora lui non lo facesse sarebbe penalizzato. Il non voler giudicare gli altri in quanto potresti essere giudicato a tua volta, il sapere di potersi giustificare con un “se arresti me devi arrestarci tutti” o il puntare le dita verso altri che hanno preso la scorciatoia e l’hanno passata liscia.

Tanto basta per rovinarci, il problema dell’Italia non sono i migranti, non è il rating, non è l’euro, non Renzi, non Grillo, non Salvini, non i politici, non la scuola, non l’istruzione e non i campi rom.

Il problema dell’Italia, il fatto per il quale siamo un popolo al baratro, senza lavoro e senza un futuro è uno solo, Mario Rossi.

Puntiamo tutti le dita verso questo fantomatico italiano medio, questa astrazione, questa entità mistica intangibile, è sempre colpa sua. Facendo così, da bravi italiani, stiamo puntando il dito verso chi l’ha passata liscia, Mario, dimenticandoci che non esiste, che tutti noi, nessuno escluso, per un sessantamilionesimo, abbiamo contribuito a creare questo mostro, che si nutre di sotterfugi e che si giustifica con il “mal comune mezzo gaudio”.

Ma noi ci abbiamo la pizza

Vivere all’estero è bello ma brutto. (Ho vissuto 2 anni e mezzo a Malta e 1 in Inghilterra ad oggi – Aprile 2017)

È bello perché: Puoi vivere senza sotterfugi, senza raccomandazioni, sperimentare la meritocrazia e vedere gli effetti su una nazione, quando la gente che ci vive agisce come collettività e paga le tasse.

È brutto perché: Ti manca la famiglia, ti manca il caffè al bar, qualcuno torna in italia perché non ci sono i bidet (fatti una doccia per dio), esistono gli Italiani che vivono all’estero.

L’italiano che vive all’estero, me compreso, vive in uno stato crisi interiore, altalenando tra un rifiuto mentale di contravvenire alle proprie tradizioni e un’accettazione profonda che in fondo in fondo, chi cazzo se ne fotte se uno mangia le Lasagne con il Cheddar.

L’italiano all’estero cerca il legame con la sua terra, con i suoi ricordi, con i suoi sapori e i suoi odori, ma non può farlo perché è all’estero.

I caffè faranno schifo, le lasagne saranno con il Cheddar, le arancine saranno con il riso scotto e la pasta andrà scelta tra farfalle, fusilli e penne.

Non si scappa.

Come piccolo premio di consolazione l’italiano avrà a disposizione: La possibilità di una carriera, la possibilità di una vita, il sentirsi parte di una comunità che lavora assieme per il bene comune e la terribile malinconia e delusione del rendersi conto che basterebbe davvero poco per applicare tutto questo nel proprio paese, basterebbe solo far cambiare idea a Mario Rossi, fargli capire che, se lui mangia 2 polli e io nessuno, in media ne abbiamo mangiato uno ciascuno ma io ho ancora fame. Ma sopratutto fargli tatuare nel cervello che “mal comune mezzo gaudio” è una stronzata.

Come si fa a far cambiare Mario?

In Inghilterra hanno leggi severissime, se sbagli paghi, caro. L’evasione fiscale è bassa e di conseguenza la pressione fiscale è più bassa in percentuale, certo il costo della vita è più alto, ma anche gli stipendi lo sono.

A Malta, noto paradiso fiscale dove, le betting company e altre società che vivono sulle debolezze della gente, mettono radici la pressione fiscale è bassissima, e anche se l’evasione è più elevata è più facile da controllare e perseguire in quanto si agisce pur sempre in uno spazio ristretto (isola), facile da controllare.

Quindi come si fa a far cambiare Mario? Si aumentano le pene? Si delocalizzano i controlli (divide et impera)?

Io personalmente sarei più predisposto per un meccanismo basato sui premi. Se sei un virtuoso, paghi meno tasse.

Ma in Italia non funzionerebbe, si troverebbe il modo per cavillare e per far ottenere, tramite ricorso al TAR del Lazio, un premio a tutti.

La soluzione è semplice e ci sono arrivato dopo un anno di rabbia e contrattazione e depressione.

Eutanasia

Dopo aver sperimentato l’accettazione, come quinta fase del lutto, la soluzione ti si presenta chiara, anzi cristallina.

Un giorno, mentre ero a Londra per il weekend, sono andato a vedere, come ho fatto le altre tre volte che ci sono stato la National Gallery a Trafalgar Square.

Mentre passeggiavo tra i dipinti mi sono accorto della presenza di tantissimi dipinti di pittori Italiani.

Una percentuale altissima, tanto che, secondo me, il pittore medio della National Gallery di Londra si chiama Mario Rossi.

Passeggiando per il centro invece ti accorgi che ogni 50 metri c’è un ristorante italiano, e lo stesso a Malta.

Ora non voglio sminuire e nemmeno fare un paragone tra i pittori, scultori, poeti e scienziati del rinascimento italiano, con i cuochi di Masterchef Italia. Solo che siamo un popolo che ha perso la cultura, e la creatività di cui potevamo vantarci e l’abbiamo barattata con il nazismo del cibo.

Aprite la pagina Tasty su Facebook e notate, ogni qual volta usurpano la pasta il 90% dei commenti sono italiani che perdono quei 15 minuti della loro vita per insultare in italiano qualcuno che dall’altra parte del mondo crea contenuti virali.

Guardate i video delle Iene che intervistano i familiari di mafiosi indagati in Sicilia che preferiscono negare l’evidenza e gridare al complotto piuttosto che affermare di essere nel torto.

Guardate il video delle Iene dove in Sicilia ci sono 60 custodi per 100 metri quadri di museo senza visitatori.

Guardate la questione di Uber, dove si ricorre a cavilli per arrestare il progresso.

L’indignazione verso Dijsselbloem per le sue dichiarazioni sul sud d’Europa (tra le altre cose vere, anche se interpretate male).

Ascoltate PIF urlare verso Crocetta in diretta streaming su Facebook, Crocetta che fa lo scarica barile e che non sa che ci sono fondi europei che non usiamo.

E in generale osservate la sezione commenti di una testata nazionale.

Converrete anche voi che è tutto finito.

L’Italia è una nave che affonda, un malato terminale, e purtroppo nessuno di noi se ne è accorto, o meglio chi se ne è accorto non ha fatto nulla.

Spesso mi sento come Schettino, ho abbandonato la nave e ho tutti i sintomi della Sindrome del Sopravvissuto, ma poi mi ricordo che io come individuo di questo pianeta ho diritto alla felicità e che per ottenerla ho a disposizione il mio cervello e quindi sono felice.

Voglio solo premere un cuscino sulla faccia di Mario Rossi e lasciarlo morire prima, per farlo smettere di soffrire, perché tanto non ci riprenderemo più.

cuscino

Ed è giusto che sia così, tutte le grandi civiltà (Egitto, Grecia… ) hanno un picco e un declino, il nostro è adesso ed è stato bello finché è durato, ormai non siamo più i Galileo e i Leonardo Da Vinci, o i Pirandello e gli Enrico Fermi. Ormai siamo quelli che aprono ristoranti, quelli che sanno come si fa la pasta e dove si può trovare un buon caffè.

Post mortem

Spero di sbagliarmi. Così che un giorno io possa tornare e vivere bene sentendomi a casa in un posto dove il mio caffè del bar sarà sempre buono.

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