Bangi Giamping esistenziale

Durante tutta la mia vita, più volte mi è stato chiesto quale superpotere vorrei avere se potessi averne uno qualsiasi. Ho sempre risposto che avrei voluto quello di poter fermare il tempo.

Immaginate di poter vivere in un mondo messo in pausa, lo faceva un tizio in una vecchia sit-com che guardavo, quando ero piccolo, in tv. Questo tizio, biondo col caschetto, era davanti agli armadietti nel corridoio della sua High School e con uno schiocco di dita faceva bloccare tutto il mondo. Alle sue spalle decine di ragazzi rimanevano fermi e lui, rompendo la quarta parete, si rivolgeva a me, piccolo spettatore affascinato e mi raccontava la lezione che aveva imparato.

Qualsiasi cosa dicesse o qualsiasi serie tv fosse (non ricordo il nome, completamente), a me non importava, ero affascinato dalle infinite possibilità di quel suo straordinario potere. Come prima cosa, al suo posto, avrei cominciato a palpeggiare tutte le donne, da bravo bambino incuriosito dall’anatomia femminile, poi avrei studiato qualcos’altro da fare, forse.

Ho sempre pensato che quel potere potesse servirmi a qualcosa e l’ho memorizzato così bene nel cervello che quando questa domanda è arrivata ho sempre risposto istantaneamente. È stato anche piuttosto utile ad essere sincero, mi è servito qualche volta per fare colpo ed ha funzionato alla grande.

Poco fa, mentre sputacchiavo del fumo di una sigaretta affacciato in veranda, mi sono ritrovato a farmi questa domanda e mi sono stupito tantissimo quando la risposta non è stata quella che mi sarei dato in qualsiasi altro momento della mia vita.

Non voglio più fermare il tempo. Non voglio nemmeno maneggiarlo. Non lo voglio più quel super potere. Oggi la mia risposta è stata un’altra. Una risposta primitiva e semplice, così semplice che ho dubitato che fossi io stesso ad averla formulata. Oggi avrei voluto il superpotere di volare.

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Ma non di volare tipo aquila libera nel cielo e stronzate così, una cosa più sofisticata. Vorrei potermi spostare tipo l’omino di googlemaps. Voglio poter dezoommare e guardare il terreno allontanarsi velocemente dai miei piedi. Voglio trovarmi a centinaia di chilometri di altezza e guardare in basso, far girare la terra come un mappamondo e scendere dove capita. Una delle sensazioni più belle che ho mai provato è quella di arrivare in un posto nuovo, adoro stupirmi che la vita delle altre persone esiste in altri posti contemporaneamente alla mia. Mi fa sentire come parte di qualcosa di gigantesco che non riesco a controllare. Osservare le cose e le persone che si muovono o fanno scelte indipendentemente dal mio volere, indipendentemente dalla mia presenza mi fa sentire anche dolcemente insignificante. È come se tutto il peso dell’esistenza scivolasse via da me e mi rendesse estremamente libero di esistere indipendentemente dalle vicissitudini dell’universo.

Scoprire che le cose funzionano anche senza di te però, fa scattare un campanello d’allarme primordiale nel nostro cervello. L’inutilità ai fini del destino globale della propria esistenza si scontra inevitabilmente con l’istinto di sopravvivenza del quale siamo schiavi fin dal primo pianto post-parto. Questo scontro è decisamente impari e, se si ha un minimo di discernimento, ci si arrende istantaneamente allo scorrere poderoso della vita che prescinde da qualsiasi nostra paura o desiderio di far parte di essa il più a lungo possibile.

D’un tratto ho guardato i miei piedi e ho visto la mia casa allontanarsi, ho visto la curvatura della terra farsi più distinta, ho visto l’orizzonte allargarsi e il mare, il sole che da poco era tramontato ad ovest stava sorgendo da qualche altra parte e ho avuto paura . Così tanta paura che ho chiuso gli occhi. Appena li ho riaperti ho riconosciuto la trama del pavimento della mia veranda. Ho buttato la sigaretta dal balcone come un perfetto incivile e ho deciso di buttare giù quello che ho vissuto in questa forma cartacea, perché anche i pensieri hanno paura di essere insignificanti ai fini dell’esistenza e del destino dell’universo, però come coloro che li genera hanno amor proprio e un pesante istinto di sopravvivenza, e sono pronti a riprodursi nella testa di chi li legge sotto questa nuova forma che hanno appena preso. La forma che gli permette di esistere per sempre.

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2 pensieri su “Bangi Giamping esistenziale

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