il mio Lucano

“Scendi dal piedistallo brutto testa di cazzo”

Questa frase mi esce dalla bocca dopo che la mia mente è emersa da una lunga apnea nella profondità dei pensieri.

Roberto, mia spalla questa sera, mi guarda e mi dice tipo “Cosa?”

Io rispondo “No niente” e comincio a guardare in giro.

Sono seduto su uno sgabello da pub. Quelli alti senza spalliera che ti fanno stare ricurvo. Sorseggio un JackDaniels mescolato ad una Cola scadente. Mi sento tanto in alto seduto qui. Immagino di essere su di un altissimo trampolino e figuro, nel locale che mi circonda, una bellissima piscina al coperto, piena di gente che spinge forte per non annegare.

Tutto questo solo dopo due sorsi di Jack&ColaScadente.

Amo la gente che mi sta intorno. Quasi tutta. Mi piace credere che siano tutti miei potenziali amici. Tranne la biondina che tracanna vodka&redbull. Di un’amica così non me ne farei nulla.

“È minorenne” mi sussurra Roberto in un orecchio. Evidentemente si è accorto che la stavo guardando affamato.

“Le ragazzine di oggi crescono tanto in fretta e sembrano tutte sui vent’anni” ironizzo.

“È la principale linea difensiva di Berlusconi al processo Ruby” mi suggerisce uno che non è Roberto. Si chiama Calogero. Ridacchiamo. Nessuno in questa piscina pensa che Berlusconi credesse sul serio alla storia di Ruby ma ce la ridiamo.

Osservo un ragazzo che ha appena offerto da bere ad una ragazza. Lei è alla porta con la sigaretta accesa. Mentre la sua bevanda si sta avvicinando, facendo slalom tra la folla del locale, viene portata in trionfo come una fiaccola alle olimpiadi dal ragazzo che l’ha pagata, lei flirta con un altro contemporaneamente.

Flirta perchè lo spintona sorridendo, per me è un gesto troppo erotico e mi eccito.

“L’altra sera” fa Roberto “c’era il triplo della gente”.

Annuisco mentre tiro giù il Jack&Cola nell’esofago. In realtà non vorrei annuire, vorrei dire “Sai quanto cazzo me ne frega di quanta gente c’era l’altra sera”, ma ho una discreta educazione, riesco a contenere spesso le frasi del genere.

Si parla di calcio intorno a me. Alzo lo sguardo verso lo schermo TV. C’è una pubblicità che conosco. Quella dell’amaro Lucano. Non l’ho mai provato, penso.

“Scusa, mi fai mezzo Lucano?” faccio alla barlady.

“Nca certo!” dice lei, io immagino mi abbia detto “Off course, milord!”.

Roberto mi segue a ruota, è il suo ruolo. D’altronde è la mia spalla.

Sorseggio l’amaro con una dose di amara amarezza.

Mi accorgo che la prima frase che mi è uscita dalla bocca non era rivolta a nessuna delle piccole realtà che mi circonda. Non era rivolta di certo alla biondina minorenne e nemmeno al suo vodka&redbull. Non era rivolta nemmeno al ragazzo zerbino, lui non è nemmeno su di un piedistallo, si limita a lucidarli i piedistalli, con un panno con sopra la sua faccia intriso di scarsa dignità. Non era rivolto nemmeno alla ragazza che lo aspettava fuori. Lei, poverina, sta cercando di godersi ogni singolo momento che la sua femminilità le regala. Flirtare è il suo drink preferito.

Era rivolto a me invece, almeno credo. Credevo di non aver mai osservato la realtà da un piedistallo, evidentemente l’ho fatto. Sono nel locale da ore e ho solo cercato di mantenermi a bordo piscina.

Volevo fare il tenebroso. Ho immerso il mio piedino dorato nell’acqua e ho sondato l’eccessiva pochezza dell’ambiente. Ho preferito guardare da lontano quello che mi circondava perchè tuffandomi tra quelle cose che osservo avrei perso di vista il significato del mio comportamento.

Mi piacerebbe osservarmi da fuori, proprio ora. Lo faccio. Mi vedo annuire ad un mio carissimo amico. Mi vedo sorridere alle battute scontate di un avventore. Mi vedo esaminare con cura quello che mi circonda e sognare di essere altrove. Mi vedo sorseggiare un amaro orribile.

Me ne ricordo la pubblicità. “Cosa vuoi di più dalla vita?”. Io cosa voglio di più dalla vita?

Accontentarsi è la morte, ma non gioire di quello che si ha ci rende inadattabili. Essere abilmente pronti al cambiamento significa accontentarsi, anche di una piscina di gente nella media.

Roberto mi sta continuando a parlare, smetto di annuire, comincio ad ascoltarlo.

Non berrò mai più un Lucano in vita mia. Mi tuffo in piscina. Proverò a flirtare con la tizia, prima o poi verrà il mio turno. E ne sono contento.

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