Fastidioso e strafottente, come una zanzara

In una buia strada di campagna, intorno alle 3 di notte, una macchina rosso sangue, maculata di cacche di volatili, sfreccia a velocità medio-alta.

Sopra vi sono tre persone. Al volante un tizio alto, muscoloso e calvo. Posto passeggero un tizio bassino barbuto e corpulento. Dietro, disteso come un cadavere in decomposizione, un tizio che non vale la pena descrivere in quanto non parla e non partecipa in alcun modo alla storia che segue.

“Per non parlare dei testimoni di Geova…” continua il pelato al volante.

“Già, quelli sono fuori di testa” risponde il passeggero.

“Ne conosco alcuni, non si ci può parlare”

“Io non ne conosco, ma ne ho sentito parlare un paio. Una volta sono venuti a suonare alla mia porta. Era una giornata noiosa ed ero solo a casa. Ho aperto il portone e li ho invitati a salire. Ci siamo presi un caffè e mi hanno parlato di come loro riescono ad interpretare la bibbia meglio degli altri…”

“No compà, non puoi capire. Pensano di avere tutte le risposte, non sanno che si deve interpretare con l’aiuto di qualcuno guidato dallo spirito santo” interruppe il pelato alla guida.

“E come fai a dire che quello che la interpreta per te è guidato dallo spirito santo e quello che la interpreta per loro non lo è? Ha tipo un marchio? Un’etichetta? Un particolare odore?”

“No, lo sai e basta, lo senti…” rispose il tizio calvo.

Il passeggero aveva fatto discorsi simili miliardi di volte e sapeva benissimo che non si andava a parare da nessuna parte. Quando si parla di politica o di religione al massimo si arriva sull’orlo di una discussione accesa, poi se si è maturi, o si smette, o si arriva alle mani. Alla guerra perfino. E le crociate parlano, storicamente, proprio di questo.

Aveva imparato, il passeggero, durante la sua vita, ad evitare di addentrarsi dentro questo genere di conversazioni. Anche se amava tantissimo sentire il tono della voce alzarsi nella gente con cui chiacchierava. Amava vedere gli occhi sgranati e le vene pulsanti sulla testa. Amava vedere la compostezza sbriciolarsi nel terrore che le proprie idee fossero messe in discussione. Lui continuava sempre a tenere lo stesso tono di voce e la stessa compostezza, in più, sorrideva come un forsennato osservando quelle reazioni spropositate, quel meccanismo di autodifesa.

Godeva immensamente quando riusciva a fare dubitare qualcuno di se stesso, ma aveva deciso di farlo solo in particolari occasioni, quella sera era ottima.

“Parlando di dogmi, di religioni, si finisce sempre a parlare di fede… Si arriva sempre a dire “non puoi spiegarlo, funziona così, è tutta questione di crederci”, non lo trovi seccante? Voglio dire, se ora prendo il telefono e chiamo mia madre, magari penserà che ho avuto un incidente, ma mi risponderà. Se invece mi affaccio dal finestrino e chiamo Dio, lui non mi risponde, almeno credo, non ci ho mai provato.”

“Non lo trovo seccante, lo trovo eccitante. È come scommettere, passi la tua vita all’insegna dei valori, e se sei stato un bravo cristiano, alla fine ti aspetta la vita eterna, come premio. Se Dio non esistesse, non avrebbe senso tutto questo. Tutta la sofferenza, le tribolazioni. Scommetto che esiste perchè sento la sua presenza.”

“Allora, ricapitoliamo, mi dici che senti la sua presenza. Che c’è altrimenti non avrebbe senso vivere. Poi aggiungi che è come scommettere perchè forse alla fine c’è un premio. Non è egoistico credere a qualcosa solo per paura di rimanere fregati alla fine? Non ci vedo nulla di spirituale in tutto questo.”

“Ma che cosa? No, non è l’unica ragione, o meglio ancora, non è per niente una ragione. Non si crede perchè c’è un premio o meglio, voglio dire. C’è un premio, però questo ti invita ad essere una persona migliore. Cosa c’è di sbagliato?”

“Io non dico che è sbagliato essere una persona migliore. I valori della religione sono abbastanza interessanti. Invitano al rispetto, alla famiglia, alla buona condotta eccetera. Dico solo che si possono adottare anche senza quella serie di convenzioni balorde e senza pensare che tutti gli altri sbaglino perchè non sono illuminati dallo spirito santo.”

“Credo che sia meglio smettere la discussione, pensiamo le stesse cose, però mi sto alterando. A quest’ora non è l’ideale.”

“Dico solo che se dio c’è, e non hai le prove, a parte un libro scritto millemila anni fa. Non puoi pretendere di essere il solo che la interpreta correttamente. Magari esiste qualcuno che l’ha interpretata meglio di te, qualcuno che ha fondato una nuova religione e che magari tu chiami “pazzo eretico” perchè non la pensa come te.”

“Basta compà.”

§

(Ho sempre sognato di usare questo simbolo)

Tornato a casa, il passeggero bassino andò a mettersi a letto. Dopo aver rubato la Bibbia nella libreria di casa. Lesse qualcosa a caso. Non ci trovò nulla di interessante. Nemmeno questa volta.

Vide una zanzara vorticare follemente intorno alla lampada accesa sul comodino.

Alla zanzara non fotteva un cazzo di quello che aveva intorno. La zanzara non sapeva fare altro che succhiare e riprodursi. Succhiare e riprodursi. Lui non amava succhiare, ma amava riprodursi. La zanzara era piena di sangue, lo si vedeva in controluce. Non lo avrebbe succhiato più nulla per questa notte. Eppure decise, dopo un rapido processo, di giustiziarla a sangue freddo.

Mentre la Bibbia, usata come arma impropria, stritolava la zanzara contro il muro, il passeggero barbuto, che adesso era nel letto, pensò a quanto fosse figa la vita di una zanzara. Ultima vittima della religione cattolica. Pensò a quanto fosse anche lui simile ad una zanzara. Una zanzara che vortica attirata da una luce e poi da un’altra, tra una succhiata e un atto di riproduzione, in attesa che un gigantesco evento lo stritoli via dal mondo, per fare finalmente luce sulla spinosa questione della vita dopo la morte e del senso della vita stessa.

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