Rimasugli ectoplasmici della rivoluzione del 68

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Accecante.

Unico modo per definire quello schifosissimo raggio di sole che permeava attraverso la persiana semichiusa, quella schifosissima mattina gelida di uno schifosissimo gennaio qualunque.

-Era chiusa ieri notte, ne sono sicuro- si ripeteva nel dormiveglia il povero giovinciello disteso sul letto mentre era bersagliato dal suddetto raggio di sole. Dopo aver bestemmiato un po’ contro la sveglia che si era messa ad urlare, cominciò a sospettare che ci fosse un complotto cosmico per farlo alzare. Non poteva avere più ragione.

Erano le 8 meno un quarto, o roba simile. Gli toccava un bel pezzo di torta, rimasuglio di qualche giorno prima, un caffè ristagnante nella tazzina, rimasuglio di qualche coinquilino svegliatosi prima e una bella doccia, con i rimasugli dei bagnoschiumi vari, accumulati nella sua personale mensola da doccia.

Aveva creato tantissime nuove formule di shampoo. Vidal+Pantene facevano Pantal, o Videne. Baby Johnson e Palmolive facevano il Palmonson, meglio noto come Babolive.

Aveva classificato mentalmente la schiumosità di ognuno di quegli intrugli schifosi. La capacità di ognuno di fare schiuma o profumo. Anche per questo veniva sempre rimproverato da tutti. Sprecava un fottìo di acqua e i bambini in Africa, si sa, muoiono di sete se ti fai la doccia per troppo tempo.

La sua vita era un misto di intrugli, rimasugli e altre cose che finiscono in “ugli”. Ora non me ne viene in mente nessun’altra però. Lugli…esiste? Il plurale di Luglio… Suona bene però.

Ai misti, alle mescolanze, ci era abituato quel giovincello. Era sempre stato in case miste, con gente mista dal cervello misto. E anche lui, dopo anni di bighellonare in varie case, era diventato una macedonia gigantesca di caratteri e pensieri, un misto di tutta la gente che aveva incontrato.

Serio e riflessivo. Cazzeggiante e burlone. Faccia di bronzo e sfacciato. Razzista ed omofobo. Conservatore e fascista. Liberale e comunista. “Soffritto di cipolla per cuocere tonno” e “il pesce si mangia solo con l’aglio e al massimo una sfumatina di vino bianco, ma quello buono, non queste cose schifose commerciali tipo Tavernello o SanCrispino, ci mettono i solfiti che fanno male”.

Sorseggiato il caffè orribile andò verso il bagno grattandosi vistosamente la zona pubica e il sedere, contemporaneamente, cosa che fanno tutti gli uomini la mattina, ma che mai e poi mai ammetteranno.

Si infilò nella doccia con gli occhi semichiusi e finalmente il cervello si accese.

Le percezioni sensoriali sotto la doccia sono enormemente amplificate. Stava per fare un’altra cosa che fanno tutti gli uomini sotto la doccia, quando ad un tratto sentì sbatacchiare la porta del bagno.

-Oh Filippo, occupato! Sono sotto la doccia, è chiusa la porta, no? ne sono sicuro!-

Ma non era Filippo, sia perchè non rispose, sia perchè era appena passato attraverso la tendina come passano i fantasmi attraverso i muri. Sorrise e disse -Sei un coglione-

Era una folgorazione. Il nostro eroe, che non vi ho presentato, si chiamava e credo si chiami ancora (se uso il passato potrebbe significare che alla fine muore e vi rovino il finale non vi pare?) Daniele. Un nomignolo quasi insignificante a dirla tutta. Ma a lui piaceva, passava di certo inosservato ugualmente, anche grazie un nome così comune che per batterlo devi avere nel mazzo i jolly “Giuseppe” o “Mario”. Non amava farsi notare e quel nome era perfetto per lo scopo. Nessuno si ricorda un Daniele qualunque, ma si ricorderanno per sempre un Edelvisio o Agenore o Vercingetorige. Ma fottesega.

 

Daniele aveva appena avuto questa folgorazione allucinante. Sobbalzò e poi fece mente locale. Uno spettro, che non era il suo coinquilino Filippo, come precedentemente accertato, era appena entrato nella sua doccia passando attraverso la tendina.

Aveva un viso conosciuto, visto forse in parecchie fotografie vintage, barbaccia incolta, capelli corti, una specie di gilet-giacchettino color cacca verde, un maglione orribile, un paio di jeans wrangler e due occhi familiari.

-Cosa cazzo sei?- chiese Daniele allo spettro.

-Io so bene chi sono e cosa sono, tu sai chi sei invece?-

-Sei tipo una materializzazione ectoplasmica della mia coscienza che vuole a tutti i costi farmi ragionare su qualcosa? Sarebbe fighissimo-

-Non vorrei essere inopportuno, ma non sono nulla di tutto questo, e tu hai l’uccello di fuori-

-Sei tu che ti sei manifestato mentre mi facevo la doccia, e menomale che sei arrivato in quel momento esatto, altrimenti non so proprio come avresti potuto trovarmi-

-Ti stavi per fare una sega?-

-Ovvio no? Sono sotto la doccia… è quasi un rituale innegabile, è un diritto imprescindibile del’essere maschio!-

Lo spettro, che non era la materializzazione ectoplasmica della coscienza di Daniele, fece la faccia più schifata che si potrà mai veder fare ad uno spettro, usci dalla doccia coprendosi gli occhi con la mano ectoplasmica dicendo -Ti aspetto qua fuori, sbrigati a finire…-

Daniele non capì se quello spettro si riferisse alla fine della doccia oppure l’espletazione dell’atto autoerotico di cui sopra, però, in virtù del principio del rasoio di Occam, decise di finire di corsa la doccia e di infilarsi altrettanto di corsa l’accappatoio.

Lo spettro era seduto sul cesso, come se facesse della cacca ectoplasmica, ma non la faceva, aveva ancora su i pantaloni ectoplasmici e la tavoletta copriwater era abbassata. Anche se forse la cacca ectoplasmica avrebbe potuto attraversarla, almeno in teoria. Lo spettro sfogliava, invece, una rivista scandalistica di gossip che qualcuno aveva lasciato lì nel bagno in una sessione di cacca non ectoplasmica.

-Ah però… belle letture che vi portate in bagno!- rimproverò lo spettro guardando torvo verso Daniele, che si asciugava i folti capelli castani con l’asciugamano di uno dei coinquilini.

-Non è mio, è un giornale scandalistico di quelli che ti buttano dietro quando vai in edicola, lo deve aver comprato Filippo qualche tempo fa, forse quest’estate. In regalo con quello c’erano tipo un paio di cuffiette wireless o roba del genere- rispose Daniele giustificandosi mentre adesso passava l’asciugamano di Filippo tra le dita dei propri piedi.

-È proprio vero quello che si dice di questi tempi – continuò il fantasma – Si dice che sono tempi bui per la conoscienza e per la coscenza –

-Peccato che ‘conoscenza’ si pronunci senza ‘i’ e ‘coscienza’ con la ‘i’- avrebbe voluto dire Daniele, che si era intristito, ma non poteva dirlo, a parte il fatto che dalle parole dello spettro era difficile leggere quell’errore ortografico/sintattico/grammaticale, quel tizio spettrico, seduto sul water, quell’essere… aveva ragione. Quindi doveva per forza assecondarlo e lo fece dicendo:

-Beh, si effettivamente non ti si può dare torto… Ma ora che sono asciutto e ho le parti intime non in mostra potresti spiegarmi cosa sei e dirmi perchè mi hai fatto un agguato mentre mi stavo facendo una bella doccia mattutina?-

lo spettro lasciò cadere il giornale sul water e cominciò a librarsi a mezz’aria illuminandosi sempre di più. Dopo alcuni secondi, che sembrarono proprio alcuni secondi, disse – Caro Daniele, un’opportunità unica ti è appena stata data! –

-Porterò in grembo il nuovo messia?- interruppe Daniele, sorridendo.

-Sei proprio un coglione, me lo dovevo aspettare- continuò lo spettro sorridendo, per nulla indispettito -Tu, come qualsiasi giovane di qualsiasi generazione sei stato sempre criticato dagli appartenenti alla generazione precedente, questo deve finire, l’entità più alta di tutte, che sono qui a rappresentare in questo momento, ha deciso di pescare TE tra tutti, così come ha pescato ME tra tanti, per permetterti di fare un’esplorazione profonda e spirituale del problema dello scontro fra generazioni! Affronteremo questo grosso e fastidioso problema per riuscire finalmente a diffondere la pace nell’universo e altra roba simile!-

Daniele era fermo con la bocca spalancata, fissava un punto indefinito in alto a destra e sillabava qualcosa con la bocca stessa. Lo spettro smise di volare a mezz’aria dopo l’annuncio epico e poggiando i piedi a terra continuò a parlare – Vedo che sei sconvolto, amico mio, è un grande onore, anche per me lo è, ma ti assicuro che sarà un’esperienza irripetibile!-

-No dai. Non sono troppo sconvolto perchè aspettavo una vita qualcosa del genere, ho sempre saputo di essere uno speciale io- rispose il presuntuoso Daniele

-Modesto, eh?-

Lo spettro sorrise, e gli mollò uno schiaffo ectoplasmico -È proprio per la tua ampia capacità di accettare qualsiasi tipo di realtà o rivelazione che sei stato scelto tra tanti… ma non credo che riuscirò a sopportare tutto questo per molto-

-Scusami, sono fatto così. Quindi sono tipo il prescelto? Alla Neo in Matrix? Devo fare un addestramento? Combattere contro malvagi esseri incravattati dentro vestiti Armani e forniti di occhiali rayban? –

-No amico mio, tu sei più un prescelto alla Scrudge di “A Christmas Carol” di Dickens! Viaggerai con l’anima nel passato e ammirerai la maestosità dei bei tempi andati, denigrando quelli in cui vivi ora!-

-Che sfiga! Ma aspetta… Oggi proprio non posso. Ho tantissime cose da sbrigare. Sai, appuntamenti, poi devo chattare con una tipa verso le 5. Credo che se continuo a parlarle prima o poi si innamorerà di me e scapperemo insieme in Texas, a El Paso. Magari metterò su una piccola attività, che ne so, cucinerò Metanfetamina e lei farà la stripper in uno StripClub da quattro soldi dove ricchi trangugiatori di costoso Scotch irlandese le infileranno nel perizoma i soldi che metteremo da parte per il college di nostro figlio. Lo chiamerò come mio padre…-

Al solo nominare suo padre lo spettro diventò ancora più trasparente di quanto già non fosse. E Daniele capì.

Quello spettro con cui stava parlando non era altro che suo padre, ma da giovane. Una versione anni 70-80 o giù di lì. Meno rughe, meno barba, ma sotto era lui.

– …tu… tu sei mio padre?- domandò, per la prima volta con aria basita.

-Ebbene si, almeno lo sarò tra qualche anno. Di più non so dirti. Un giorno, che dal mio punto di vista è circa mezz’ora fa, ti presentasti sotto forma di spettro mentre mi facevo la doccia, dicendo di essere mio figlio ed essere venuto dal futuro per la stessa ragione per cui sono venuto io da te adesso. E mi assegnasti il compito di fare lo stesso con te…-

Daniele smise di avere l’aria basita e commentò:

-Beh si… effettivamente è da me viaggiare nel passato e dare ordini a mio padre versione anni 70-80 o giù di lì, poi risvegliarmi nel mio letto e non ricordare nulla. Allora dimmi, cosa devo fare? Cosa dobbiamo fare?-

Lo spettro rispose sorridendo -Nulla, assolutamente nulla, dovrai solo portarmi con te per il resto della tua vita. Sarò nella tua testa e ti farò capire quando le cose sono troppo degradanti. Capirai quanto erano meglio le cose ai nostri tempi e vivrai in simbiosi con un post-sessantottino per il resto della tua vita!-

Daniele capì cos’era appena successo. Aveva scoperto una parte di se che gli aveva sempre fatto compagnia. Una parte di se che suo padre gli aveva installato nel corpo e nella mente fin da quando lui era ancora nell’utero materno. Gli facevano ascoltare i PinkFloyd, nell’utero materno. Le sue prime parole furono “Avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa, bandiera rossa!”. Odiava l’intolleranza. Odiava i non progressisti. Odiava tante cose. Forse troppe.

Leggeva Marx prima di andare a dormire. Leggeva “L’Unità” appena sveglio.

Beveva ai concerti. Fumava ai concerti. Odiava chi era di destra e ascoltava la bella musica di un tempo perchè era la migliore.

Ma si stava davvero bene con lo spirito di un rivoluzionario dentro?

D’altronde se la rivoluzione del ’68 ha portato ai nostri giorni, alla solitudine cronica, alla pochezza sociale e culturale della TV, all’emancipazione e alla libertà sessuale che rasenta la prostituzione.

All’università per tutti, anche per quelli che da sempre sognavano di diventare da grandi “il tizio inquietante che ti chiede se gli paghi il caffè al bar perchè non ha un lavoro”. Se la rivoluzione ci ha portato ai SocialNetwork e ai reality show, ad Internet per gli incontri amorosi, se ci ha portato gli smartphone e le tecnologie poco costose, comprate da multinazionali, confezionate con mano d’opera a basso costo e venduta a carissimo prezzo per chi vuole far vedere che fa parte di una determinata categoria sociale. Se davvero tutto questo è frutto delle lotte della gente che ha vissuto in quegli anni, allora c’è solo una cosa da fare.

-Scusa papà, non per offenderti, ma torneresti indietro per dire a tutti cosa hai visto qua? Di a tutti di smetterla di battersi, perchè un giorno, presto o tardi, si accorgeranno di aver fallito e riverseranno nei loro figli così tante ideologie e sogni che forse loro non riusciranno ad accettare il fatto che gli eroi vissuti prima di loro non solo hanno fallito, ma hanno anche generato una massa di cerebrolesi tecnologia-dipendenti, amanti dei rapporti virtuali e privi di valori…-

Lo spettro aveva smesso di esistere, non ve ne era più bisogno. Daniele sorrise davanti allo specchio. Il dentifricio di Filippo era davvero portentoso.

 

 

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