Pensieri e domande

Ti è di sicuro capitato qualche volta nella tua vita, di essere da solo con i tuoi pensieri e di non poter fare nulla per zittirli.

Puoi provare ad urlargli contro, ma non funziona, viaggiano su dimensioni diverse. Le tue urla non intralciano lo scorrere dei tuoi pensieri. Nemmeno li deviano, forse li accelerano, almeno apparentemente. Se provi a non pensare a qualcosa eccotela lì.

Spesso sono figure immonde che vorresti cacciare via dalla testa. Non solo figure umanoidi, anche situazioni. Situazioni passate e possibili situazioni future. Si insinuano nella tua testa e provano a farti ricordare come ti sentivi, o ti richiedono di simulare come ti sentiresti se mai qualcosa accadesse.

Spesso non sono figure, spesso sono domande. Domande terribilmente meschine. Che vorresti rimanessero sepolte da qualche parte.

Non stiamo parlando de “il senso della vita” o “l’esistenza di dio”. Quelle sono puttanate, ci puoi stare male metafisicamente parlando. Ma puoi continuare a guardarti allo specchio, a mangiare, a scrivere cazzare su un blog di merda che nessuno mai leggerà. Non sono quelle le domande che ti fanno stare sveglio la notte e inquieto il giorno. E non sono poi delle domandE, fondamentalmente è una, sola e continua.

 

Cosa sto facendo?

 

Se mai sei arrivato a farti una domanda del genere, allora probabilmente sai già da un pezzo che quello che stai facendo è sbagliato. A qualsiasi cosa tu ti riferisca, se ti domandi “cos’è” o “perchè” allora vuol dire che non è la cosa giusta da fare e che forse non è la cosa che vuoi fare realmente.

Ti sei mai domandato “cosa sto facendo” mentre stai mangiando o bevendo (acqua)?

Mentre stai camminando?

Mentre ti stai svegliando?

Mentre sei in bagno?

E non mi riferisco al “cosa sto facendo” hollywoodiano di un tizio che prova a baciare l’amore della sua vita dopo una serie infinita di casini che ha combinato prima di un lietofine mieloso.

Mi riferisco a quello schifoso “costa sto facendo della mia vita” che continua a comparire a caratteri cubitali ogni qual volta do spazio alla mia mente. Eppure, penso, sto studiando, mi sto laureando, ho un sacco di hobby, un sacco di impegni, un sacco di amici, un sacco di interessi.

Amo un sacco di cose, parlo con un sacco di persone, leggo un sacco di libri.

Tutto questo non basta.

Forse perchè non rispondi alla domanda giusta. Mi sento ripetere continuamente “voglio sistemarmi ed avere una famiglia”. È davvero quello che voglio? È davvero quello che vuole ognuno di noi?

Questi desideri e i mezzi mentali e fisici che impieghiamo per raggiungerli non rispondono per niente alla domanda “cosa sto facendo”. Forse niente può risponderle, per fortuna.

 

Voglio sperarlo almeno. Come spero che quella domanda rimanga lì dov’è per tutta la vita.

Non perchè amo essere tormentato, ma perchè, fintanto che lei rimarrà lì, mi ricorderò di non dimenticare mai di domandarmi se quello che sto facendo è giusto per me o no, e qualsiasi sia la risposta, è bello e sano sbagliare. Per questo spero sempre maggiormente di avere torto che di avere ragione. Altrimenti rischierei di perdere per sempre quella orribile domanda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...