Pensiero Notturno di un insonne selettivo

Venticello fresco che gli accarezzava la faccia, letto una piazza e mezzo con lenzuola fresche e profumate, stanzetta perfettamente in ordine.

Una situazione idilliaca per un maniaco dell’ordine.

Il paradiso per una persona capace di tenere a freno i pensieri, i desideri.

Una fredda tomba per chi invece ama far volare i pensieri, per chi non fa nulla per fermarli, per chi li accelera fino a renderli pericolosi.

Il sonno che non arriva e il sonno che arriva solo con sogni carichi di messaggi nascosti, di chiavi di lettura dalla difficile interpretazione.

“Dormi testa di cazzo, dormi!” continuava a ripetersi stringendo gli occhi sempre di più.

Le orecchie tese all’oggetto poggiato sul comodino. Che avrebbe dovuto illuminarsi e non suonare, dato che era in modalità silenziosa.

Che poi alla fine era un po’ la metafora di come stava passando la sua vita, il suo futuro era a pochi centimetri da lui, e lui non voleva guardarlo, aspettava solo un segnale. Un segnale inequivocabile che gli avrebbe fatto capire che non stava andando avanti inutilmente, purtroppo si accorse che aspettare un segnale del genere è un po’ come aspettare un sms con gli occhi chiusi con il cellulare in modalità silenziosa, te ne puoi accorgere solo se apri gli occhi.

“Che metafora del cazzo” disse ad alta voce sghignazzando nell’oscurità della sua stanza, qualche secondo prima di sprofondare in un sonno pieno di sogni. Sogni carichi di significati nascosti ed imperscrutabili.

 

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