Forse

Aveva due giganteschi occhi verdi spalancati. La bocca stretta intorno ad una cannuccia nera che scendeva dentro un intruglio contenuto in un bicchiere trasparente, forse di plastica. Il bicchiere era posato su di un tavolo di legno scuro, forse non così scuro come poteva apparire a quell’ora della notte.

Lui invece aveva un sorriso da ebete, e forse aveva pronunciato una di quelle frasi che non si devono dire ad una ragazza, forse non lo aveva fatto però. Cercò di scrutare nelle ultime celle della memoria a breve termine…il vuoto. Cosa aveva detto di così sconcertante da meritarsi quello sguardo attonito da quella ragazza sedutagli di fronte.

Passarono decine di secondi, forse meno, forse di più…il silenzio si faceva preoccupante. La sua interlocutice prendeva tempo per elaborare una risposta oppure stava cercando un modo per scappare via?

Il suo cervello gli suggerì di dire subito “Dai, scherzavo…”, una frase come un’altra per cercare di uscire dal pantano in cui si era cacciato. Ma la frase non fu mai pronunciata, perchè la ragazza di fronte a lui finì il cocktail in un lungo sorso, fece un lungo sospiro strizzando gli occhi e sorrise, tossendo un po’. Fece segno con il dito che tra qualche secondo sarebbe arrivata la risposta alla sua domanda.

“L’amore è una cosa che non si chiede cosa è, ma si sa cos’è quando si ha”

Adesso aveva lui gli occhi verdi spalancati, solo che non poteva prendere tempo a bere il cocktail perchè come al solito lo aveva già finito.

Il suo cervello gli suggerì di dire subito “Bella risposta!”. Ma la frase non fu mai pronunciata, perchè lui sapeva cos’è l’amore, e adesso che aveva riacciuffato la domanda che aveva proferito qualche minuto prima era pronto ad esporre la sua convincente tesi, da presuntuoso testa di minchia.

“Non è vero, l’amore è sopportare senza fatica”

La ragazza non spalancò gli occhi, ma li chiuse fino a farli diventare due splendide linee nere appena tratteggiate in quel visino meraviglioso.

“Gli uomini e le donne sono troppo diversi” – continuò lui con la sua presuntuosa disquisizione teorica – ” sono così diversi che alla fine si arriva sempre a cercare di sopportarsi, e fintanto che il sopportare si bilancia con le soddisfazioni che ti da il rapporto allora lo stesso può continuare…altr..”

Lei non lo lasciò finire ed esordì dicendo “Non puoi cercare di pesare sempre tutto, non tutto ha un peso in questo mondo, non tutto si bilancia, si misura, si conta e si…”

“Integra per parti?”

“…si! Anche!” rispose lei alla provocazione appena lanciatale.

Lui pensava spesso il contrario, che tutto si può pesare, i sentimenti inclusi, e nessuno al mondo avrebbe potuto fargli cambiare idea a riguardo, però dalla sua bocca uscirono altre parole

“Forse hai ragione…”

Lei tornata a chiudere gli occhi e a succhiare dalla cannuccia un cocktail inesistente rispose – “Il tuo forse è confortante, ma non basta, non devi accettare nulla in maniera dogmatica, ma nemmeno sparare forse a raffica sulle cose che non ti convincono” – si alzò e si sedette accanto a lui – “Ad esempio, questo…” – e lo baciò – “…è amore?” –

Adesso era il momento giusto per dire una di quelle frasi ad effetto, provò a chiedere qualche frase, qualche citazione di qualche film al suo cervello e le uniche cose che quell’ammasso di materia organica gli suggerirono furono frasi sconnesse e completamente fuori contesto come: “Yabadabadooh!”, “Perchè i cavetti HDMI costano così tanto?” e “Credo che i sequel di Matrix siano sopravvalutati”. Evidentemente qualcosa non funzionava bene, era forse innamorato?… eppure se avesse risposto “forse” ci sarebbe stato bene in quel momento, magari avrebbe pure fatto lo spiritoso allentando la tensione, era la frase adatta. Ad un tratto si accorse che forse aveva perso troppo tempo, aveva perso il secondo giusto per rispondere, oppure aveva perso la cognizione del tempo e poteva ancora risultare corretta e non fuori luogo?

“Emmm…Forse?” disse sorridendo, quasi aspettandosi di essere punito per la latenza assurda di quella risposta.

La ragazza rise di gusto e lo baciò di nuovo. Poi riprese il suo posto di fronte a lui.

“Forse mi andrebbe qualcos’altro da bere sai?”- disse prendendolo in giro -“Magari dopo andiamo a fare un giro da qualche altra parte…ti va?”

“Forse si!” rispose lui, accorgendosi troppo tardi che ormai la battuta aveva perso ogni attrattiva e potenzialità comica, ma lei rise di gusto nuovamente, forse solo per farlo contento.

Corse al bancone ordinò altri due cocktail e andarono da qualche altra parte, forse a casa di lei, forse a casa di lui, forse a fare sesso, forse a fare l’amore, forse a divertirsi, forse a farsi del male, forse a sopportarsi, forse a non chiedersi che cos’è l’amore, perchè d’altronde qualsiasi risposta a quella domanda deve cominciare per forza con un FORSE scritto tutto in maiuscolo.

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