L’uomo che viveva nei sogni, sognò di vivere

Buio, il suo migliore amico. Era ancora lì a fargli compagnia, scrutò le tenebre e .. niente. tastò dietro la sua testa sul comodino cercando la sveglia blu che si illumina proiettando l’orario sul tetto.
Luce, tenue e rossa disegnava sul tetto bianco strane forme nelle quali riconobbe le quattro e ventisei. Si alzò e si mise a sedere sul letto. Cercò con gli occhi chiusi la bottiglia di plastica con l’acqua, bevve e ricadde fra le coperte calde quasi quanto il magma, pensando che aveva ancora due ore di tempo, due ore per rivederla nell’unico posto dove poteva essere sicuro di se, l’unico posto dove poteva essere sicuro di come sarebbe andata: Nei sogni.
Ispirato dalle idiozie romantiche che ti ficca nel cervello Hollywood, lo riconobbe ancora una volta: Era innamorato.
Cadde nel mondo dei sogni e rivide nuovamente la solita scena, un muretto, i suoi occhi, la propria mano nei suoi capelli, le bocche si avvicinano, e nell’aria l’eco delle parole che le aveva detto per guadagnarsi quel bacio.

Mai riuscito a carpire nemmeno una sillaba di quelle parole, nemmeno una vocale, un solo sospiro…c’era solo il bacio, lo aveva guadagnato.

Si soffermava anche da sveglio a cercare di capire cosa gli suggeriva il suo inconscio durante il sonno. Credeva sul serio che se fosse riuscito ad ascoltare ogni sillaba di quelle parole avrebbe davvero potuto superare ogni ostacolo. Come se quelle parole fossero la chiave per il cuore di lei, la chiave che poteva sbloccare la serratura del blocco psicologico che gli veniva ogni qual volta si trovasse di fronte quei due occhi.

Certe volte era certo di avere affinato la sua tecnica da seduttore, ed andava sicuro di se verso tutte le ragazze che non fossero lei. E vi riusciva benissimo, quantomeno a non fare una figura di merda.

Certe volte provava e riprovava un discorso abbozzato davanti ad uno specchio cercando di trasformare il suo riflesso nelle sue sembianze. Niente da fare, non era affatto lo stesso, qua le parole fluivano alla grande, e lui le registrava pronto a farle saltar fuori al momento esatto. Ogni volta che ci ripensava era rassegnato e non vedeva l’ora di riaddormentarsi per baciarla in sogno. Forse lui viveva nei sogni, o magari sperava di farlo un giorno, d’altronde che senso avrebbe se la realtà, la vita, che noi viviamo fosse un sogno?

Si, un sogno. Un lungo sogno dal quale ci svegliamo solo alla fine, per ritrovarci in una realtà estranea a noi, ma forse l’unica vera realtà. Una realtà che continuiamo ad ignorare per provare ad allungare ancora un po’ il nostro sogno, la nostra vita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...