Felice Mastronzo

Con gli occhi a fessura appena aperti cercò di scrutare nel buio per capire dove si trovava. Umettò le labbra e tastò il comodino, la luce rossa proiettata sul tetto disegnava la 2:05 AM. Tossì, e si accorse che l’altro braccio era bloccato da qualcosa…da un peso sul cucino. Ricordò tutto, si districo dalla trappola e si alzò in mutande grattandosi la pancia.

– Che fai? Torna qua…- disse una voce nell’oscurità. Era la proprietaria della trappola per il braccio, il peso sul suo cuscino, la situazione per la quale non riusciva a dormire comodo e il motivo per il quale aveva un preservativo in meno nel cassetto del comodino.

Lui non rispose, si stiracchiò e prese il pacco del tabacco, le cartine e un filtro, aprì la finestra e rollò una sigaretta.

-Stai fumando? Cioè ti svegli per fumare?- cotinuò la voce nell’oscurità

Lui non rispose, sputò fuori il fumo della prima tirata e guardò il traffico che passava sotto casa.

-Perchè non rispondi?- fracassò i coglioni la voce nell’oscurità.

-Per favore cazzo, non mi tartassare, lasciami rilassare…questo è un momento per me, tu non sei compresa…siamo io la sigaretta, la finestra, le auto, la città…perciò shhhhh!- l’apostrofò lui.

La ragazza si sentì pugnalata, ma in cuor suo non sapeva che era vittima di un gioco, era una pedina su di una scacchiera, era una cavia, l’n-sima cavia.

-Perchè sei così stronzo?- commentò ferita.

-Perchè non mi vuoi lasciare in pace due minuti- commentò lui seccato.

-Ieri sera non eri così, forse ho sbagliato a venire qua con te…- disse la ragazza in preda ai primi rimpianti per la scelta che l’aveva portata in quel letto la sera prima.

-Puoi pensare quello che vuoi, intanto sei qua…se lo hai fatto c’è un motivo, almeno spero…non vorrei essere arrestato per circonvenzione di incapace…- risposte, citando un film brutto e stupido e buttando fumo dalla bocca, poi continuò a sputare fumo ancora e ancora cercando di fare dei cerchi concentrici.

-Voi maschi siete tutti uguali. Volete solo una cosa, sempre la stessa cosa…appena la ottenete diventate delle teste di cazzo- disse ferita sempre di più.

-…già, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio…sembri mia nonna cazzo, rilassati, smettila di farti le seghe mentali e dormi…- disse mentre premeva la sigaretta sul davanzale.

La ragazza si rigirò nel letto dandogli la vista le spalle nude. Guardandole fisso chiuse la serranda e la finestra. poi prese il tabacco e tutto il resto e lo rinchiue in un cassetto, proprio accanto a quello che sembrava essere un cuore, impolverato e malandato, ed effettivamente era un cuore, era il suo di cuore.

Si stiracchiò si fregò le mani e s’infilò nel letto e prese a baciarle il collo.

-Mi comporto così perchè non voglio che si intacchino i miei spazi, e quella sigaretta era un momento tutto per me…-

Lei si girò a guardarlo in faccia – Mi hai trattato di merda! Non farlo mai più –

Lui non rispose, la baciò, era sua…di nuovo.

Il rumore ritmico delle molle del letto allietò il silenzio della notte.

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