Lo specchio

Tante volte non ti dai mai il tempo di fermarti a riflettere, allora ci vuole un viaggio, ci vuole un pomeriggio perso su un divano, una mezza mattinata a X nel tuo letto, l’altra mezza dietro ad una scrivania facendo finta di fare qualcosa.
Quando ci riesci allora è brutto. Pensi, prendendoti per il culo, che riflettere è un ruolo da specchio, non da te.
Ti accorgi di quanto è difficile ricominciare, di quanto è brutto guardarsi indietro e di quanta forza ci voglia per dimenticare e cancellare, non basta la combinazione SHIFT+Del su una cartella che conteneva robe che non avevi avuto la forza di sbirciare, non basta vedere il cestino del tuo sistema operativo vuoto. Per quanto ne so non basta nemmeno bruciare, spezzare, spaccare le cose materiali che hai intorno.
Molti parlano del tempo, tempo come cura, il tempo che ti aiuta a seppellire tutto e tutti. Da quando non hai più 18 anni ti sei accorto che a paura del tempo che passa è cresciuta proporzionalmente alla tua percezione del trascorrere del tempo stesso, quindi che fare?
Ti può aiutare forse a trovare conforto come facevi un tempo buttare due righe su un editor di testo?
Poi magari pubblicarlo sul tuo blog e aspettare che qualcuno ti dica: “Sta tranquillo”
Chi lo sa, intanto per scrivere un altro po’ di tempo è passato, speriamo che non sia andato sprecato.
E non ridere della rima, hai altro a cui pensare e una vita da portare avanti. Vai a bordo cazzo, il buio passerà.

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2 pensieri su “Lo specchio

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